giovedì, Gennaio 22, 2026

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Il ritorno di Mitski: L’estetica dell’attesa in “Nothing’s About to Happen to Me”

Dopo il successo quasi spirituale di The Land Is Inhospitable and So Are We, Mitski torna a sorpresa con un nuovo capitolo discografico che sembra voler smantellare ogni aspettativa. Il titolo, “Nothing’s About to Happen to Me”, è già di per sé una dichiarazione d’intenti: una celebrazione dell’ordinario, del vuoto e di quella sospensione temporale che precede i grandi cambiamenti (o la loro totale assenza).

Un’evoluzione verso il minimalismo emotivo

Se l’album precedente ci aveva cullato con arrangiamenti orchestrali e atmosfere corali, questo nuovo lavoro sembra fare un passo indietro verso una dimensione più intima e cruda.

Mitski esplora la sensazione di essere “bloccati” nel presente. Non c’è il dramma esplosivo di Puberty 2, né la precisione pop di Be the Cowboy. Invece, troviamo una produzione che predilige:

  • Chitarre acustiche sbiadite e synth analogici sottili.

  • Testi iper-realisti che parlano di pomeriggi passati a guardare la luce cambiare sulle pareti.

  • Una voce più ferma, che non ha più bisogno di gridare per trasmettere il peso dell’esistenza.

I momenti chiave dell’album

L’album si muove tra ballate ipnotiche e brevi sprazzi di energia nervosa. Alcune tracce si distinguono già come nuovi classici della sua discografia:

  1. “The Waiting Room”: Un brano d’apertura che cattura perfettamente l’ansia della stasi.

  2. “Dust and Sun”: Forse il momento più luminoso del disco, con un ritmo che ricorda le vecchie canzoni folk americane, ma con quel tocco di malinconia tipico della cantautrice nippo-americana.

  3. “Static”: Un pezzo sperimentale dove la voce di Mitski si fonde con rumori d’ambiente, creando un senso di alienazione urbana.

“Ho voluto scrivere un disco che non parlasse di trasformazione, ma della resistenza necessaria per restare esattamente dove si è.” — Mitski in una recente nota stampa.

Perché “Nothing’s About to Happen to Me” è il disco di cui avevamo bisogno

In un’epoca di iper-produttività e di narrazioni che ci spingono costantemente verso il “prossimo grande obiettivo”, Mitski ci regala il permesso di fermarci. L’album non cerca di risolvere i problemi dell’ascoltatore; si limita a sedersi accanto a noi, nel silenzio della nostra stanza.

Il titolo è un paradosso: mentre lei canta che “non sta per succedere nulla”, la sua musica riesce, ancora una volta, a scuotere profondamente chi la ascolta.

Mitski si conferma un’artista capace di evolversi non cambiando genere, ma cambiando prospettiva. Nothing’s About to Happen to Me è un disco coraggioso perché rinuncia ai fuochi d’artificio per concentrarsi sulla bellezza della cenere.

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